06/12/07

Changing Places - One to One

L’area portuale altamente industrializzata presenta un tessuto disomogeneo e discontinuo, la presenza di grandi oggetti, macchinari, fabbricati, creano un confronto e una relazione immediata delluomo inferiore all’oggetto. La presenza di materiale industriale accatastato, spostato, nuovamente trasportato, da vita ad un luogo in perenne tensione. L’idea dell’intervento, ha in se queste caratteristiche, ed esprime lo spirito del luogo (genius loci). Elementi seriali ripetibili derivati dalla produzione industriale trovano una rilettura drammatica in uno spazio pubblico ben definito.
La pianta rettangolare racchiude un’ alveare di sotto spazi, ambiti, aree, da destinare ciascuno a diverse funzioni. Il piano terra è continuo, un grande spazio libero sovrastato da una copertura cassettonata a prima vista, che si rivela in un secondo momento la chiave di lettura dell’intero edificio, cioè un vero e proprio strumento composto da elementi verticali cavi (camini)a base quadrata, di altezza e ampiezza variabile. Privi di coperture opache ai vertici rendono possibile lo sfondamento visivo e il libero accesso di luce naturale, creando impressioni e atmosfere diverse passando da ambiente ad ambiente, con la conseguente impressione di trovarsi in un luogo superiore, difforme dai normali canoni di vita comune, con una percezione di relazioni tra elementi costruiti sempre diversa e mutevole a seconda delle condizioni atmosferiche.

E’ un luogo che vuole destare stupore, vuole evocare ricordi, creare instabilità, una fabbrica di emozioni.
L’idea nasce come spazio aperto, piazza per il pubblico, ma si può trasformare in un qualunque contenitore multifunzionale, dal teatro, al museo contemporaneo, edificio per produzioni artistiche, o un mix funzionale tra queste eventualità.